La Masseria

Masseria Malvindi sorge nell’agro dell’antica città messapica di Mesagne ai margini della via Appia antica che in tempi romani congiungeva la capitale dell’impero, Roma all’importante porto di Brindisi. Nel periodo medievale la zona della Masseria venne interessata dal passaggio del Limitone dei Greci: che segnava il confine tra i il territorio occupato dai Bizantini, a sud, e quello occupato dai Longobardi, a Nord. Il limitone aveva inizio ad Otranto, allora centro di grande importanza strategica, e costeggiando la via Traiana, che congiungeva Otranto a Lecce e a Brindisi, per proseguire sino a Roma, arrivava nei pressi della distrutta citta di Valesio, vicino a S. Pietro Vernotico. Il Limitone si staccava dalla via Traiana dirigendosi a Levante e ancora oggi, nei pressi della masseria Malvindi, si puo’ notare parte dell’antico tratturo, pavimentato con le antiche ‘chianche’. Poco distante dalla masseria, scavi archeologici eseguiti dal 1986 hanno messo in luce un impianto termale di epoca romana. Tale impianto, composto di 3 vani, era parzialmente pavimentato con mosaici, rimossi dalla Soprintendenza ai Beni Monumentali della Puglia affinchè fossero sottoposti a restauro. Nel 2° ambiente, riscaldato ad ipocausto, sono state messe in evidenza le ‘suspensurae’, pavimento sospeso sotto il quale passava aria calda allo scopo di riscaldare il ‘calidarium’, cioe la vasca di acqua calda. L’acqua e presa dal torrente che ancora oggi scorre nei pressi, la cui sorgente e a poche centinaia di metri dalla masseria Malvindi, e che si può osservare attraversando il ponte di epoca romana che congiunge la masseria alla strada primincipale. L’estensione dello scavo documenta una occupazione romana dal I al IV sec. d.C.
La Masseria deve il suo toponimo all’antica famiglia omonima, estintasi nella seconda meta’ dell’800 della quale campeggia lo stemma all’ingresso della struttura, raffigurante un elmo sovrastante una penna ed una spada incrociate.

I commenti sono chiusi